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ANTEPRIMA



Si riportano, di seguito, l’introduzione del libro e le prime voci del Dizionario.
Sappiate che le voci successive sono molto più belle. Vedete voi…



Dizionario ragionato della corsa
Nozioni di base per il podista neofita, l’aspirante runner ed il tapascione evoluto


(è meglio avere il fiato corto e le gambe pesanti, piuttosto che le gambe corte ed il fiato pesante)



A Paolo Palamara.
“Krily”per tutti noi, amici del Forum.




Introduzione



Questo libretto è la raccolta di una serie di interventi scherzosi postati su Runningforum.it, una congrega virtuale (ma non troppo) di persone, accomunata dalla passione per la corsa, in tutte le sue forme, ed a tutti i livelli.
Il 2 luglio 2010, nel mio primo intervento, scrivevo:
So perfettamente che, in questo Forum, già esistono Argomenti che illustrano dettagliatamente l'ABC della corsa, fornendo preziosi consigli ai meno esperti. Tuttavia mi sembra (e non me ne vogliano gli altri Autori), che nessuno abbia saputo affrontare le tematiche fondamentali con il doveroso approccio scientifico che la materia richiede.
Ho quindi intrapreso la redazione di un'opera enciclopedica che ha la presunzione di spiegare la corsa sotto il profilo biomeccanico e deambulativo, psicologico, agonistico, ecc.
Una sorta di Manuale di Albanesi, ma più articolato, più completo, più chiaro.
Ho seguito un rigoroso ordine alfabetico. Pubblico di seguito le voci alla lettera A.
Proseguirò nella pubblicazione solo se espressamente richiesto.
Grazie e buona lettura.
A conclusione della fatica, rileggendomi dopo alcuni mesi, mi sono accorto di non essere riuscito nell’impresa. Tuttavia la benevola insistenza di tanti forumisti ed una buona causa mi hanno indotto a rendere pubblico il mio approfondito studio sul complesso mondo del running.
Il Dizionario è dedicato a Paolo Palamara, moderatore di RunningForum.it, che ha corso la Sua ultima Mezza Maratona a Rieti, il 25.04.2010. Da quella gara Paolo è sempre con noi nelle corse, nelle pagine del forum, nelle nostre giornate e nelle nostre gare.
Avrei voluto onorare la Sua amicizia con qualcosa di più bello, ma sono certo che l’ironia e la passione per la corsa, che Paolo ha dimostrato in tutti i Suoi interventi, gli avrebbero fatto apprezzare queste paginette.
Un grazie sincero a tutto il Forum, che mi ha supportato generosamente, con il suo amministratore, i moderatori e tutti i forumisti, senza i quali quest’opera non avrebbe visto la luce.
E forse sarebbe stato meglio…
Un grazie anche a mio figlio Francesco, l’unica persona disponibile ad illustrare il Dizionario, a Matteo ed a suo fratello Luca, per il costante supporto tecnico, ed a Nicola, immortalato in copertina, mentre combatte con il pettorale….
Buona lettura e buone corse.

Mario Setragno



- LETTERA A -


Abbigliamento tecnico
Prima che l’aspirante podista capisca che, forse, la corsa non fa per lui, ha già speso 600-700 Euro in abbigliamento tecnico. Passino le scarpe dai nomi altisonanti (domination, creation, evolution, pollution ecc., v. sezione “scarpe”), passino le canottiere ultratecniche in materiali improbabili, passino persino i GPS con cardiofrequenzimetro e misuratore del colesterolo, ma lo “svolazzino”no, per favore… Il pantaloncino sgambato (svolazzino, appunto), è orribile anche se indossato da Carl Lewis o Usain Bolt, figuriamoci da ragionieri ultracentenari (in chili). In rari casi, poi, la ricerca della prestazione ha portato casalinghe cinquantenni ad indossare in gara attillatissimi body integrali, ma la squalifica per oltraggio al pudore è arrivata immediatamente, severa ma doverosa.

Alimentazione
L’alimentazione costituisce un argomento particolarmente delicato per un aspirante runner il quale, attingendo qua e là informazioni spezzettate e spesso fra loro contrastanti, costruisce improbabili diete e falsi miti.
Mixando abilmente Runner’s World e Donna Moderna, Albanesi e L’Arte della guerra, Correre ed il Cucchiaio d’argento, l’apprendista alterna periodi di drastica astinenza dai carboidrati (-21 kg in 14 giorni) ad abbuffate pantagrueliche (+ 27 kg in nove giorni), queste ultime giustificate dalla necessità di “metter su massa”.
A Modena un runner, nutrendosi di soli semi di girasole, è passato in due mesi da 97 Kg a 48 ma, in qualità di pacemaker in una maratona, è volato via attaccato ai palloncini…

Allenamento
E’ la base delle prestazioni agonistiche del corridore, a qualunque livello.
L’aspirante runner si affaccia al mondo delle tecniche di allenamento con la curiosità e la coerenza di un gattino davanti ad una palla magica. Alterna senza criterio tecniche paramilitari, riti maori, pratiche proibite, scampagnate ed aperitivi, con l’unico risultato di passare, in soli tre mesi, da 6’20’’ a 6’16’’ al km, evidenziando però una gamma di complicazioni orto-tendineo-muscolari da far invidia al Reparto di Traumatologia dell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.
Spesso l’amatore è fuorviato dai pessimi consigli di amici e conoscenti i quali, pur non avendo praticato alcuno sport in vita loro, intervengono nella routine d’allenamento suggerendo pratiche autolesioniste quali i balzi con la ruota di un trattore legata in vita o i brevi scatti in salita (30%), a gennaio, a freddo (-9°) (V. anche sezione Fisioterapia)



- LETTERA B -


Bandelletta
Pochi sanno esattamente se esista, cosa sia e a cosa serva, nel complicato e delicatissimo meccanismo del ginocchio. Tanti runners, peraltro, massacratisi durante gli allenamenti (v. sezione Allenamento), trovano conveniente ed un po’ snob lamentare “l’infiammazione della bandelletta ileo-tibiale”.
C’è chi, senza più cartilagini, menischi, i crociati ridotti in pappa e conseguente artrosi deformante, ha serenamente affermato di temere per la bandelletta…

Boxer
Il peggior nemico dell’uomo-runner. Sia inteso come cane che come capo di biancheria intima, rappresenta una seria minaccia. Il primo insegue il podista, tentando di morderlo od anche, forse, soltanto per gioco. Il secondo non garantisce “l’ordine costituito”. Si è fortunati, in entrambi i casi, se non si è troppo lontani da casa…



- LETTERA C -


Caccole ed altre schifezze
Fin dalle prime uscite (quelle da due minuti di corsa ed uno camminando, per intenderci), il neopodista si scontra con un problema tecnico apparentemente insormontabile: lo scaccolamento con espulsione nasale di materiali vari, sulla natura dei quali c’è in corso, a tutt’oggi, un animato dibattito scientifico.
Fin dalle prime uscite, però, il neofita si renderà anche conto di appartenere, insindacabilmente ed irrevocabilmente, ad una delle due grandi categorie in cui si dividono davvero i corridori: quelli che sanno espellere le schifezze dal naso senza rallentare il passo con la semplice emissione di aria dalle narici, e quelli che, al termine di una uscita di sette chilometri, sembrano gli operai addetti alla manutenzione dei filtri di una raffineria, tanto sono lordi.
In questa netta distinzione non conta essere runner veloci o apprendisti tapascioni, atleti di caratura mondiale o rotondette signore strappate all’arrosto domenicale: o si è in grado di scaccolarsi correndo, o si è destinati per tutta la vita a correre con le magliette chiazzate.
Si possono limare decimi, secondi e minuti, si può rendere più redditizia la tecnica di corsa, si può persino migliorare la respirazione, ma non ci sarà mai allenatore in grado di insegnare l’arte della nettazione nasale in movimento.

Calendario gare
Il podista conosce a memoria il calendario delle gare.
E non è un modo di dire. Lo conosce davvero a memoria. Quantomeno sa le date di tutte le maratone e le mezze che si correranno nell’anno, in un’area considerata raggiungibile. Dal momento che il podista non esita a “spararsi” anche 5-600 km per andare a fare una garetta, l’area raggiungibile contiene qualche centinaio di gare.
All’interno di questo calendario il podista si crea una propria agenda (o meglio, “correnda”), nella quale sapientemente distribuisce gli eventi agonistici in relazione a stato di forma, clima, importanza della gara, in un crescendo rossiniano che, in genere, lo porta (o dovrebbe portarlo) a correre una maratona autunnale al top della condizione.
“Dovrebbe”, perché i nemici del runner sono tanti e spesso si annidano in famiglia o fra gli amici più cari. Non è raro, infatti, che un battesimo della nipotina o l’invito al ventesimo di matrimonio del miglior cliente giungano a scombussolare la meticolosa programmazione.
Quando l’importanza dell’evento non consente di bypassare la cerimonia, il podista trova un faticoso compromesso con la moglie e si presenta, in ritardo e stravolto dalla fatica, al rinfresco. Inappuntabile nel completo grigio, nessuno si accorgerebbe forse che è reduce dalla Mezza di Trino, se non fosse per quelle Saucony gialle con le quali, nella fretta, ha dovuto sostituire le scarpe di vernice nera, dimenticate nella scarpiera di casa…

Capacità aerobica/anaerobica
Sfido qualsiasi persona, anche di medio-alta cultura, a dare sui due piedi la definizione scientifica di capacità aerobica ed anaerobica.
Chiedetelo ad un tapascione, e vi risponderà più o meno così: “Cioè sono due concetti che se tu possiedi una elevata capacità anaerobica riesci a lavorare, cioè nel senso di correre, non di lavorare in ufficio, con grandi quantità di lattato, mentre se nel sangue c’è meno lattato e più ossigeno aumenta il VO2 max, e quindi la capacità aerobica, che si misura con un test inventato da un allenatore dell’Inter, Cooper. O era Conconi?, Comunque non bisogna mai andare oltre la soglia aerobica, se no ti manca il fiato!”

Cardiofrequenzimetro
Strumento scientifico normalmente abbinato al GPS (V. voce relativa).
Fornisce dati complicatissimi, dei quali il tapascione non sa che farsene.
Tuttavia è molto utile, per l’uomo, a conferirgli quell’aspetto da atleta estremo, che tanto colpisce le donne e, per queste ultime, a sostenere il seno cadente (V. anche Sezione: Trucchi del runner).